“Women in love”, monologhi in versi di Roberto Mussapi per Laura Marinoni, di Gian Giacomo Della Porta

“Women in love-monologhi in versi”, il nuovo libro del poeta e drammaturgo Roberto Mussapi, penna fra le più importanti della poesia contemporanea, è da pochi giorni disponibile in libreria e sul sito di Algra Editore, che ne ha curato la pubblicazione.

L’opera, comprensiva di cinque monologhi scritti appositamente per l’iconica attrice Laura Marinoni, unisce i due monologhi “Il filo di Arianna” e “Penelope”, tratti da “I Nomi e le Voci” di Mussapi (Mondadori, 2020), interpretati in passato dalla stessa Marinoni, ad altri tre testi incentrati su grandi personaggi del mito come Elena, dea della bellezza, attorno alla quale si muovono le dinamiche della guerra di Troia, la ninfa Calypso, amore di Ulisse, con il quale condivide momenti di passione nelle sue grotte sottomarine, e Creusa, moglie di Enea, figlia di Priamo e Ecuba, madre di Ascanio, perita tra le fiamme di Troia, modello di pietas e simbolo d’unione e radici con la terra d’origine, al punto da condividerne il destino.

“Women in love-monologhi in versi” non è soltanto un richiamo al mito da parte di Mussapi – che ne è studioso tra i più autorevoli e nella cui opera è evidente non tanto la realtà del passato quanto la necessità legata al nostro presente – ma un percorso lungo trent’anni di amicizia e legame artistico con Laura Marinoni, per la quale riscrisse il mito di Arianna su indicazione di Giorgio Albertazzi che, in occasione di una rassegna a Siracusa, proprio a Roberto Mussapi chiese di scrivere un monologo su un personaggio delle “Heroides” di Ovidio, che avrebbe destinato alla Marinoni. “Penelope” – come racconta l’autore nella prefazione – nacque qualche anno dopo su suggerimento dell’attrice, mentre stava cercando un testo sulla regina di Itaca.

Laura Marinoni che legge e interpreta Roberto Mussapi è diventato, nel tempo, un rito poetico-teatrale che mantiene intatta la sua intensità, un evento ciclico che, come pochissimi altri, evoca in modo profondo l’assoluta verità attraverso cui la natura riesce a perpetuare sé stessa: la necessità di un legame. Legami che possono esprimersi biologicamente, universalmente o idealmente come ponte tra passato, presente e futuro oppure tramite una voce antica che nomina parole che non possono invecchiare. Questo può avvenire soltanto nel prodigio di una dimensione in cui il poeta scrive poesia purissima per una voce che sa mutare nella madre di tutte le cose.

“Laura Marinoni è una presenza molto importante nella mia poesia teatrale, o teatro in versi – ha scritto Roberto Mussapi nella prefazione – in lei riconosco una voce profondamente affine alla voce della mia ispirazione. Dopo una serata ai Bagni Misteriosi di Milano, in cui Laura lesse i miei ‘Lirici Greci’, decisi che era arrivato il momento di scrivere altri due monologhi, a cui pensavo da tempo, per completare un ciclo sul tema: nacquero così ‘Creusa’ e ‘Elena’, a cui si aggiunse successivamente ‘Calypso’, il personaggio da me più amato dell’Odissea, una delle donne più magiche e tragiche di sempre”.

“Women in love-monologhi in versi” (Algra Editore, 2026)

Gian Giacomo Della Porta