Tra mare e colline, quattro generazioni di passione: la famiglia Pestarino, di Silvia Tonda

Ci sono territori che si raccontano attraverso i paesaggi. Altri attraverso la storia. E poi ci sono luoghi che riescono a parlare attraverso il vino, custodendo in ogni bottiglia il carattere di una terra e delle persone che la abitano.

È il caso di Capriata d’Orba, piccolo comune dell’Alessandrino adagiato tra dolci colline che sembrano fare da ponte naturale tra il Gavi, l’Ovadese e il Tortonese. Un territorio di confine, nel senso più nobile del termine: non una linea che divide, ma un punto d’incontro tra culture, tradizioni agricole e identità diverse che nei secoli hanno contribuito a rendere unica questa parte del Piemonte meridionale.

Qui, in località Barcanello, la famiglia Pestarino coltiva la vite da oltre un secolo.

La storia inizia nel 1919, quando Giovanni Pestarino acquistò una cascina con un piccolo vigneto annesso. Era un’Italia che usciva dalle ferite della Prima Guerra Mondiale e che affidava alla terra gran parte delle proprie speranze di rinascita. Da quel primo nucleo agricolo è nata una realtà che, attraverso quattro generazioni, continua ancora oggi a crescere nel rispetto delle proprie radici.

Dopo la scomparsa di Alvio Pestarino nel 2020, il testimone è passato ai figli Andrea e Giulia, affiancati dalla madre Daniela. Andrea, enologo, segue direttamente il lavoro in vigneto e in cantina; Giulia, ingegnere ambientale, si occupa dello sviluppo aziendale e dei progetti legati alla sostenibilità. Due percorsi professionali differenti che si completano reciprocamente, unendo competenze tecniche e visione strategica.

La loro dedizione è stata recentemente riconosciuta anche a livello nazionale con l’inserimento di Andrea e Giulia Pestarino tra i “40 Under 40” dell’enologia italiana selezionati da Il Gusto di Repubblica, prestigioso riconoscimento dedicato alle giovani figure che stanno contribuendo all’evoluzione del vino italiano.

Osservando una mappa, si comprende immediatamente quanto sia particolare la posizione dell’azienda. A pochi chilometri si incontrano alcune delle denominazioni più prestigiose e affascinanti del Piemonte sud-orientale. A sud si avverte già l’influenza della vicina Liguria; verso est si aprono le colline del Tortonese; a ovest si estendono i paesaggi dell’Alto Monferrato.

È una zona che, nel corso della storia, ha rappresentato un crocevia commerciale e culturale. Antiche vie di comunicazione collegavano queste colline ai porti liguri, favorendo scambi di merci, persone e tradizioni. Ancora oggi il clima conserva caratteristiche particolari: le brezze provenienti dal mare si incontrano con le correnti continentali creando condizioni ideali per la viticoltura.

Questa straordinaria ricchezza territoriale si riflette nella produzione della cantina.

Il Gavi DOCG rappresenta senza dubbio il cuore storico dell’azienda. Nato dalle uve Cortese coltivate sulle colline di Capriata d’Orba, è un vino che racchiude tutta l’eleganza dei grandi bianchi piemontesi. Fresco, raffinato e capace di sorprendere anche dopo anni di affinamento, il Gavi racconta quel legame invisibile che unisce queste colline all’orizzonte marino della Liguria, distante appena poche decine di chilometri.

Accanto a lui trova spazio un’altra delle grandi espressioni del Piemonte contemporaneo: il Timorasso Derthona. Vitigno autoctono recuperato grazie alla lungimiranza di alcuni produttori del Tortonese, il Timorasso è oggi considerato uno dei bianchi italiani più interessanti per complessità, struttura e longevità. Un vino che richiede pazienza e sensibilità, qualità che Andrea e Giulia hanno scelto di mettere al servizio di un progetto ambizioso e profondamente legato all’identità del territorio.

Non meno importante è l’impegno dedicato all’Ovada DOCG, denominazione storicamente legata al Dolcetto e spesso meno conosciuta rispetto ad altre eccellenze piemontesi. Eppure proprio qui il Dolcetto trova una delle sue espressioni più autentiche e territoriali. Attraverso questo vino la famiglia Pestarino porta avanti un lavoro di valorizzazione convinta, contribuendo a raccontare una parte importante della storia vitivinicola dell’Alto Monferrato.

Completa il mosaico produttivo l’Alta Langa DOCG, una delle denominazioni spumantistiche più prestigiose d’Italia. Qui la sfida è quella del Metodo Classico, che richiede tempi lunghi, precisione e una cura quasi artigianale. È un percorso che premia la pazienza e che testimonia la volontà dell’azienda di confrontarsi con le espressioni più nobili della spumantistica italiana.

Passeggiando tra i filari della Cascina Barcanello si percepisce chiaramente come tradizione e innovazione non siano semplici slogan. Sono piuttosto due elementi che convivono quotidianamente nel lavoro della famiglia Pestarino.

Da una parte c’è il rispetto per la storia, per i gesti tramandati di generazione in generazione e per il patrimonio agricolo costruito in oltre cento anni di attività. Dall’altra c’è la volontà di guardare avanti, investendo nella sostenibilità ambientale, nella ricerca e in una viticoltura sempre più attenta all’equilibrio tra uomo e natura.

Forse è proprio questo il segreto che rende speciali realtà come Alvio Pestarino: la capacità di custodire la memoria senza trasformarla in nostalgia, continuando a interpretare il presente con entusiasmo e competenza.

Perché ogni bottiglia racconta certamente un vino, ma racconta anche molto di più.

Racconta una famiglia.

Racconta una terra sospesa tra mare e colline.

Racconta oltre cento anni di lavoro, passione e rispetto per un territorio che continua a esprimere eccellenza attraverso il linguaggio più autentico che conosce: quello della vite e del vino.

L’Azienda Agricola Alvio Pestarino si trova in Cascina Barcanello 7, a Capriata d’Orba, nel cuore di uno dei territori vitivinicoli più affascinanti del Piemonte.Tonda