Rime e sintonie con il mistero della vita, di Mary Attento

«Viene spontaneo chiederci se la felicità è possibile nella dimensione che conosciamo oppure appartiene a un’altra dimensione. Su questa direttrice si muove l’inchiesta poetica di Corrado Calabrò verso il raggiungimento di una possibile sintonia con il mondo circostante e con l’universo dalla quale si aspetta di raggiungere uno stato di grazia che possa chiamarsi felicità». È quanto sintetizza Fabia Baldi quasi a conclusione del suo ultimo saggio, “La ricerca della felicità. Il mondo come seduzione nella poetica di Corrado Calabrò”, in cui analizza con fine intuizione e rigorosa accuratezza l’opera di colui che nella sua lunghissima carriera poetica – come rimarca l’autrice stessa nell’Introduzione – è sempre stato fedele alla sua ispirazione, lucida e originale, innovativa nel contenuto e nelle forme, e che quindi catalogarlo o circoscriverlo in qualsivoglia perimetro risulta estremamente riduttivo, «considerato che sotto la superficie delle sue liriche si muove il magma di una complessità tematica e simbolica ancora in parte da scandagliare».

Poetessa, scrittrice e anche critico letterario (con la recente silloge “Una malinconia irriverente” concorre al Premio Strega Poesia 2026), Fabia Baldi ha voluto indagare, nei componimenti del poeta italiano più tradotto all’estero, il tema della felicità, uno dei topoi che più interessano l’essere umano, perché in Calabrò la ricerca della felicità è «sottesa all’ispirazione poetica come una vena pulsante sotto pelle, che attraversa in filigrana il tessuto lirico e si manifesta in diversi snodi tematici». La studiosa ha così approfondito le seduzioni dell’amore, del sogno e della natura – che strutturano le tre sezioni del testo – in quanto «la ricerca della felicità, imperativo categorico a cui non si può sottrarre, è guidata dalla seduzione che ammalia il poeta guidandolo nell’esplorazione». Questa intuizione viene confermata dallo stesso Corrado Calabrò, che in quarta di copertina del volume – pubblicato da Genesi Editrice – annota: «Questo saggio di Fabia Baldi è uno scritto critico di straordinario livello, che sviscera la poesia con sensibilissima percezione e la restituisce al lettore con la trepida bellezza di una nuova nascita», e dall’editore Sandro Gros-Pietro, che ad apertura della Nota introduttiva ravvisa: «Nel suo invito alla lettura nel segno della ricerca della felicità, Fabia Baldi ha il merito e la sensibilità di mettere subito a fuoco l’aspetto fondamentale dell’opera e della figura umana di Corrado Calabrò: egli è un autore che possiede le moltitudini».

Ben si attaglia al tema del saggio – inserito nella collana “Letteratura & Psicanalisi” diretta da Carlo Di Lieto – la scelta dell’immagine in copertina, “La gioia di vivere” di Henri Matisse, rappresentando sostanzialmente un inno alla vitalità e all’armonia tra uomo e natura.

Va anche evidenziato che questo lavoro, che denota intensità e padronanza stilistica e narrativa, si avvale della Prefazione di Vincenzo Guarracino, il quale evidenzia: «È in queste coordinate che si può leggere la “critica” di Fabia: nei toni e nella forma di un’autentica ‘sapientia cordis’, che agisce e guida l’attraversamento della poesia di Corrado Calabrò da diverse angolature e prospettive, da quella dell’“altrove” a quella del “viaggio”, a questa infine della “felicità” e della “seduzione”».

Il libro sarà presentato il 16 aprile 2026 alle ore 17 a Roma, presso Società Dante Alighieri, ospitata a Palazzo Firenze. L’incontro sarà presieduto da Corrado Calabrò.