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Pedalare contro il cancro: da Trieste a Milano, lo sport come terapia e messaggio di speranza, di Mara Antonaccio

Notizie

Pedalare durante la malattia oncologica non è solo possibile: può essere terapeutico, salvifico, persino trasformativo. È da questa consapevolezza – scientifica prima ancora che personale – che nasce la nuova edizione della Pedalata dell’Arcobaleno della Speranza, in programma a inizio maggio, con un percorso che unirà simbolicamente e fisicamente Trieste a Milano, attraversando alcuni tra i principali centri oncoematologici del Nord Italia.

Protagonista dell’iniziativa è Roberto Laudati, medico ematologo, che nel dicembre 2021 si è trovato dall’altra parte della scrivania: paziente affetto da linfoma non Hodgkin. Un’esperienza che ha cambiato il suo sguardo sulla malattia e sulla cura, portandolo a sperimentare in prima persona ciò che la letteratura scientifica già indicava con chiarezza: l’attività fisica adattata durante le terapie oncologiche migliora la qualità della vita, riduce gli effetti collaterali e sostiene anche il sistema immunitario.

Durante i cicli di chemioterapia, seguendo le evidenze scientifiche più aggiornate e con il supporto della professoressa Maria Christina Cox, Laudati ha intrapreso un programma di attività fisica che si è rivelato determinante nel contrastare la stanchezza, il decadimento fisico e psicologico legati alle cure.

Da questa esperienza personale, condivisa con la professoressa Cox e con Maria Stella Marchetti, presidente dell’associazione L’Arcobaleno della Speranza ODV, è nata nel 2023 la prima Pedalata Arcobaleno della Speranza: un viaggio in bicicletta dal Centro Oncoematologico Piemontese (COES) fino all’Ematologia del Policlinico di Tor Vergata, con l’obiettivo di unire idealmente i centri oncoematologici italiani e diffondere un messaggio chiaro: lo sport, se adattato, è parte integrante della cura.

Il successo della prima edizione – con centinaia di richieste del Manuale di attività motoria per pazienti con linfoma (progetto CCM-2014) – ha portato a una seconda impresa nel 2024: otto tappe da Torino a Bari, toccando Firenze, Perugia e Pescara, fino all’I.R.C.C.S. di Bari diretto dal professor Attilio Guarini. Anche in quell’occasione, l’accoglienza di pazienti, operatori sanitari e associazioni è stata calorosa e partecipata.

Nel 2025, l’iniziativa si è ulteriormente evoluta con la Tre giorni ciclistica dell’Arcobaleno della Speranza, dedicata ai pazienti delle oncoematologie dell’Ospedale Niguarda e del Piemonte. Un evento vissuto non come intrusione, ma come gesto di vicinanza, ascolto e condivisione: molti pazienti e colleghi hanno chiesto informazioni, materiali, magliette, segno di un bisogno diffuso di messaggi positivi e concreti.

Da qui nasce la nuova sfida del 2026: una pedalata che partirà dal reparto oncologico di Trieste, per poi fare tappa nei reparti di Udine, Venezia, Padova, Vicenza, Verona, Brescia, Bergamo, Monza, Milano e Pavia. Un percorso impegnativo ma fortemente simbolico, pensato per ribadire che la malattia oncologica non riguarda solo chi la vive, ma l’intera comunità.

Per questa edizione saranno utilizzate due biciclette a pedalata assistita, per dimostrare che l’attività fisica può essere accessibile anche a chi si avvicina allo sport durante o dopo le terapie. Su una bici pedalerà Laudati; sull’altra si alterneranno amici sportivi e atleti, tra cui Carlo Besson, Piero Gros e Fabio Felline, con la speranza di coinvolgere ulteriori testimonial del mondo dello sport.

La pedalata sarà seguita sui social media, dalle tv locali e – auspicabilmente – anche da canali nazionali. L’iniziativa gode del patrocinio de L’Arcobaleno della Speranza ODV, dell’AIL, dell’Università, del Comune di Torino e di diverse associazioni sportive.

L’invito è aperto a tutti: sostenere, partecipare, condividere. Perché, come ricorda lo stesso Laudati, “affinché il tumore non sia solo di chi ce l’ha”, servono informazione, comunità e un nuovo modo di guardare alla cura.

6 Febbraio 2026/da Redazione
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