Tonin: Memoir sulla drammatica esperienza di una detenzione sbagliata, di Mary Attento
Un albero e una donna stanno dove non dovrebbero: è la sintetica e stringatissima trama, se vogliamo, di “All’ombra del caprifico”, il recente romanzo dell’imprenditrice e scrittrice Sabrina Tonin, che così ha presentato il suo libro nei giorni dell’uscita, nel giugno scorso: «Un caprifico cresce nel carcere femminile della Giudecca, a Venezia. Una donna, senza aver commesso il reato di cui è accusata, si ritrova rinchiusa tra quelle mura. Lì, all’ombra di un albero che proprio come lei sta dove non dovrebbe, trascorre diciotto giorni che la porteranno a conoscere le storie delle altre detenute e a guardare il mondo con occhi diversi». L’autrice ha aggiunto che si tratta di un romanzo autobiografico e che, a differenza della stesura degli altri testi, «Questa volta ho impiegato quasi dieci anni, curando le parole una a una, perché fossero le più belle che avessi mai scritto».
Memoir sulla drammatica esperienza di una detenzione sbagliata, “All’ombra del caprifico” rivela fin dalle prime pagine la sostanza, la profondità psicologica, la struttura, la densità tipiche della grande narrativa. «Io sto per ‘cambiare registro’, mi aspetta qualcosa di nuovo, mentre loro vivranno la consueta irreversibile routine. Fuori da qui può sembrare ridicolo, ma qui dentro anche la minima impercettibile modifica alla quotidianità rappresenta una rivoluzione della quale si vorrebbe far parte. […] Potrebbe succedere qualcosa di simile anche a me, potrebbe accadere che non riscontrino la mia completa estraneità ai fatti di cui mi accusano e sarebbe atroce rimanere rinchiusi ingiustamente. Faccio fatica a respirare»: siamo di fronte a un’opera letteraria che apre le porte a un mondo narrativo unico, fatto di storie, difficoltà, emozioni e riflessioni profonde.
“Cronaca di diciotto giorni di vita sospesa” – recita il sottotitolo – trascorsi in una cella, «dove il tempo rallenta, acquista un peso diverso e ogni incontro può trasformarsi in una condanna o una possibilità di rinascita». Ma qui l’attesa è un obbligo.
Sono tanti gli aspetti da mettere in evidenza in questo romanzo: se della trama e dell’ambientazione si è fatto cenno, occorre sottolineare la forza e la complessità dei diversi personaggi che animano il racconto perfettamente delineati dall’autrice, capace di riconsegnarci tutti i punti di vista delle persone coinvolte nella narrazione. «Mi chiedono di ascoltare la loro storia. Affidare la propria storia a qualcuno che potrebbe uscire è come affermare che si esiste e che non si vuole essere dimenticate. […] Non vogliono morire nella memoria di chi sta fuori. Sarebbe come non essere mai esistite».
Oltre al suo personale bagaglio di tensione e sofferenza per l’increscioso accadimento, la protagonista interagisce con le altre detenute, scoprendo fatti e situazioni che altrimenti avrebbe ignorato. Inoltre le strappano la promessa, una volta uscita di prigione, di scrivere le storie della loro vita, che «rimane sospesa nel limbo in cui la loro libertà rimane negata. Ma le loro storie – conclude Sabrina Tonin – resteranno vive tra queste pagine e la libertà vivrà nei miei passi e nelle mie parole». Ha impiegato anni per adempiere all’impegno e organizzare le loro testimonianze, ma soprattutto per elaborare il dolore delle interminabili giornate trascorse nel penitenziario da innocente e documentarne poi il dramma.
Una vicenda di disperazione e coraggio realmente accaduta che, riflettendo sulle dinamiche della giustizia e sulla condizione umana, ci ‘parla’ di temi importanti e, attraverso il filtro delle insondabili pieghe dell’anima, ci conquista con la forza dell’autenticità. Dal punto di vista stilistico, le parole e il tono usati, la gestione delle pause e del flusso dei pensieri, la divisione in capitoli ci restituiscono l’atmosfera unica di una storia vera di una donna straordinaria e determinata.
Pubblicato da SetArt Edizioni, il romanzo è stato premiato al primo posto della sezione narrativa edita nell’ambito del concorso “Le Ragunanze” (a Roma il 4 ottobre) e sarà presentato il 5 novembre 2026 a Roma (Libreria Minerva in piazza Fiume) da Elvira Delmonaco Roll e Antonio Pileggi.
Sabrina Tonin
All’ombra del caprifico
SetArt Edizioni, pp. 166 € 16



