Interpretare le sfide del presente grazie a Francesca Cabrini, la Santa che unisce contemplazione e azione, di Mary Attento
Bisogna avere l’intelligenza di innestare il messaggio evangelico nella storia e nella società, mettendo le persone al centro: è quanto ha detto in sintesi Gianni Lattanzio nel presentare il libro “Francesca Cabrini: una Santa alla prova dei tempi. Un percorso tra storia, migrazioni, educazione e umanesimo cristiano” che ha appena dato alle stampe a ottant’anni dalla canonizzazione di Madre Cabrini, patrona degli emigranti e simbolo fattivo dell’accoglienza. Alla conferenza stampa del 21 luglio scorso nella sala stampa della Camera dei Deputati l’autore – con i numerosi relatori che lo hanno affiancato – ha portato il messaggio della necessità di tradurre i valori cristiani in azioni concrete per rispondere alle sfide del tempo, promuovendo giustizia, dignità umana e inclusione.
Conoscere una figura come Francesca Saverio Cabrini e approfondire il suo umanesimo autentico è importante per dar vita a una realtà globale della solidarietà, «perché oggi occorre costruire una società sostenibile e soprattutto difendere la dignità della persona». Lattanzio, che si occupa di politica estera, politiche dell’Unione Europea e politiche migratorie alla Camera dei Deputati, ha rimarcato il fatto che Madre Cabrini – la religiosa italiana naturalizzata statunitense che a Chicago fondò l’Istituto delle Missionarie del Sacratissimo Cuore di Gesù e si adoperò in tutti i modi nell’assistere gli emigrati con insigne carità – non è una figura ornamentale né soltanto devozionale, ma è principalmente una santa, un’educatrice, una donna leader ante litteram «che, con grande intelligenza e capacità di governo, ha saputo realizzare una grandissima multinazionale della solidarietà in un contesto di transizione, di passaggio dalla società agricola a quella urbanistica e industriale: anche ora viviamo un passaggio simile, dalla società industriale a quella dell’Information Technology e dell’Intelligenza Artificiale, per cui o ci impegniamo per l’inclusione oppure avremo lo sviluppo di nuove povertà e nuovi scarti».
L’affermazione “Oggi è tempo che l’amore non sia nascosto, ma diventi operoso, vivo e vero” che troviamo nei quaderni di viaggio della Santa dà la misura della sua visione e dello spirito di carità tangibile verso fragili e bisognosi, «nell’ottica non solo di sanare un’emergenza, quella dell’emigrazione negli Stati Uniti, ma anche di una comunità di cittadini residenti e di immigrati da organizzare insieme, in modo da integrare un Paese nuovo con quello che si è lasciato, che non va dimenticato, e di intrecciare il futuro con le proprie radici». Fu capace di apportare nel suo tempo grandi trasformazioni, facendo costruire asili, scuole, orfanotrofi, convitti, case di riposo per laiche e religiose, ospedali per aiutare i più deboli e gli emigranti italiani nel mondo in fuga verso la pace e un futuro migliore; oggi le scuole sono presenti i 14 paesi, dagli Stati Uniti al Sudamerica, dall’Europa all’Australia, prova di quanto il carisma missionario cabriniano continui a parlare al presente e, con questo volume in dodici capitoli edito da Aracne La Bussola, venga riscoperto da Gianni Lattanzio, che tra l’altro è segretario generale dell’Istituto per la cooperazione con l’estero (ICPE) e direttore editoriale di “MeridianoItalia”.
«In Cabrini, il comandamento dell’amore di Dio e del prossimo assume una forma organizzata, quasi architettonica: le scuole come luoghi in cui ai piccoli viene insegnato ad alzare la testa; gli ospedali come parabole del Buon Samaritano; le case di accoglienza come piccole Betanie in riva all’Atlantico», spiega l’autore nell’opera, che s’avvale della Prefazione di Mons. Francesco Pesce (rettore Chiesa di San Gregorio Nazianzeno presso la Camera dei Deputati), dell’Introduzione di Dominic Candeloro (storico della Emigrazione Italiana – Chicago) e della Postfazione di Fabio Porta (deputato, Commissione Affari Esteri).
Una intensa e acuta rilettura, non meramente agiografica, di una Santa che unisce contemplazione e azione, oggi chiamata a far luce sulle sfide della nostra epoca alla ricerca di una società più giusta e inclusiva. «La testimonianza di Cabrini – conclude l’autore nella sintesi posta sull’aletta di copertina – ci ricorda che la fede non può rimanere un sentimento o uno slogan: deve diventare percorsi, strutture e comunità dove lo straniero è fratello o sorella, dove la giustizia è forma di misericordia e dove l’umanesimo cristiano osa credere che la storia sia ancora un luogo in cui la grazia può prendere forma».



