Camminare bene, non contare i passi: cosa dice la scienza, di Mara Antonaccio

Per anni abbiamo detto che la salute passa da un numero: diecimila passi al giorno, una soglia quasi magica, semplice da ricordare e rassicurante da eseguire, ma la realtà, come spesso accade quando la scienza entra davvero nel merito delle cose, è più complessa e più interessante. Un recente filone di studi condotto su migliaia di persone oltre i 40 anni ha messo in discussione questo paradigma: non è la quantità totale dei passi a fare la differenza, quanto la qualità del movimento e, soprattutto, la sua continuità nel tempo. Quello che emerge con chiarezza è che brevi sessioni di camminata sostenuta, della durata di almeno 15 minuti consecutivi, hanno un impatto molto più significativo sul sistema cardiovascolare rispetto a un’attività frammentata e discontinua distribuita durante la giornata, seppure raggiunga i 10.000 canonici passi. Camminare per pochi minuti alla volta, magari tra una stanza e l’altra o durante le attività quotidiane, mantiene il corpo attivo, ma non è sufficiente a innescare quei meccanismi fisiologici che davvero proteggono il cuore: l’aumento della frequenza cardiaca, il miglioramento della capacità aerobica, la regolazione del metabolismo glucidico e lipidico. A risultare efficace è invece la continuità dello sforzo, accompagnata da un passo deciso, che trasforma una semplice abitudine in uno strumento di prevenzione. Basterebbero quindi due o tre sessioni al giorno da 15 minuti, a passo sostenuto, per ottenere benefici concreti: miglioramento della pressione arteriosa, riduzione del rischio cardiovascolare, maggiore efficienza del sistema circolatorio. Lo studio cambia completamente il modo di pensare al movimento, perché lo rende più accessibile e meno ossessivo: non serve inseguire un contatore, serve creare uno spazio nella giornata in cui il corpo lavori; camminare non è solo spostarsi, è attivare un sistema di benessere efficiente. Il vero messaggio è proprio questo: non dobbiamo muoverci di più in modo casuale, dobbiamo muoverci meglio, con intenzione, dando al nostro organismo il tempo necessario per entrare in una condizione metabolica attiva; quindici minuti, fatti bene, possono valere molto più di diecimila passi fatti distrattamente.