Associazione Progetto Insieme APS: la solidarietà come presenza, di Silvia Tonda
Ci sono gesti che non fanno rumore, non finiscono sulle prime pagine dei giornali e raramente cercano visibilità; eppure sono proprio quei piccoli gesti, ripetuti con costanza, a cambiare davvero la vita delle persone.
Ultimamente ho avuto il piacere di incontrare ancora Caterina Rosselli, che i lettori ricorderanno per l’intervista dedicata al suo libro Mamma dammi un bacio. Questa volta, però, la nostra conversazione non è partita da un libro, ma da un sogno diventato realtà.
Quel sogno si chiama Progetto Insieme a… APS, un’associazione nata nel settembre 2025 e fortemente voluta da Caterina, da sempre impegnata nel volontariato e nel mondo del sociale. Un desiderio custodito per anni e che ha trovato concretezza anche grazie ai proventi ricavati dalla vendita del libro dedicato alla madre: un modo bellissimo per trasformare una storia personale in un aiuto concreto per chi vive situazioni di estrema fragilità.
Ogni domenica sera, mentre la città rallenta il suo ritmo, un gruppo di volontari percorre le vie del centro di Torino con dei carretti carichi di viveri, coperte, indumenti e beni di prima necessità. Ma ciò che distribuisce non è soltanto materiale. Porta tempo, ascolto, vicinanza e quella dignità che troppo spesso chi vive in strada sente di aver perduto. È un’attività che l’associazione svolge con regolarità, costruendo nel tempo rapporti di fiducia con molte persone senza fissa dimora.
L’associazione è composta da volontari che vantano già una significativa esperienza nel settore della solidarietà. Accanto a loro operano anche un’assistente sociale e un’infermiera, figure fondamentali per offrire un sostegno che non si limiti all’emergenza, ma guardi alla persona nella sua interezza.
Perché un pasto caldo è importante. Una coperta può fare la differenza in una notte d’inverno. Ma, spesso, ciò che manca di più è qualcuno disposto ad ascoltare senza giudicare.
Dietro ogni volto incontrato lungo la strada esiste infatti una storia diversa. C’è chi ha perso il lavoro, chi una famiglia, chi è precipitato nella dipendenza, chi semplicemente ha visto sgretolarsi, poco alla volta, ogni punto di riferimento. L’obiettivo di Progetto Insieme a… APS non è soltanto alleviare le difficoltà quotidiane, ma accompagnare, quando possibile, verso un nuovo inizio: orientando ai servizi presenti sul territorio, favorendo percorsi di reinserimento lavorativo e sostenendo chi desidera liberarsi dalle dipendenze.
«La strada è molto diversa da come spesso la immaginiamo», mi racconta Caterina.
Non ci sono soltanto persone provenienti da altri Paesi. Sempre più frequentemente sono italiani che, dopo una perdita, una separazione, una malattia o semplicemente una lunga serie di difficoltà, si ritrovano senza una casa. Persone che chiedono prima di tutto di essere guardate negli occhi e riconosciute nella loro dignità.
Forse è proprio questo l’aspetto che più colpisce del lavoro dei volontari. Col passare del tempo la diffidenza lascia spazio alla fiducia. Molti senza dimora ormai li aspettano, li salutano per nome e li accolgono come si farebbe con amici o con persone di famiglia. Perché quando qualcuno torna ogni settimana, con discrezione e senza chiedere nulla in cambio, non porta soltanto un aiuto: porta la certezza di non essere stati dimenticati.
Chi desidera sostenere questa realtà può farlo in molti modi. Naturalmente è possibile scegliere di dedicare parte del proprio tempo come volontario, oppure contribuire con una donazione destinata alle attività dell’associazione, che vengono impiegate per l’acquisto di pasti, indumenti, coperte e beni di prima necessità. Un’altra forma di sostegno è rappresentata dall’acquisto del libro Mamma dammi un bacio,acquistabile on line e in tutte le librerie attraverso il quale Caterina continua a trasformare un’esperienza personale in un progetto di solidarietà concreta. Per chi volesse approfondire o offrire il proprio contributo, l’associazione ha sede a Torino, in via Antonio Fontanesi 16, ed è contattabile ai numeri 328 8882604 e 351 3933187; è inoltre possibile effettuare donazioni tramite IBAN Intesa Sanpaolo IT93U0306909606100000413424.
Prima di salutarci, Caterina tiene però a sottolineare un aspetto che considera fondamentale: nessun progetto di questo genere nasce da una sola persona.
Con sincera gratitudine desidera ricordare il vicepresidente Amedeo Meloni e tutte le persone che, fin dall’inizio, hanno condiviso questo cammino con entusiasmo e spirito di servizio: Antonella Giraudo, Cristiano Cavuoto, Alessandro Williams Caro, Raffaella Lorusso, Carine Gioffrè e Pierangelo Chiadò Caponet. Un pensiero di riconoscenza va anche a Madalina F. Morari e Maura Corvetti, che hanno accompagnato e sostenuto il progetto con la loro preziosa vicinanza.
Lasciando Caterina, ho avuto la sensazione che esistano iniziative capaci di ricordarci quanto la solidarietà non sia fatta soltanto di grandi imprese, ma soprattutto di presenza, continuità e umanità.
In un tempo in cui tutto sembra correre veloce, vedere qualcuno fermarsi accanto a chi è rimasto indietro è forse uno dei gesti più semplici. E, proprio per questo, uno dei più straordinari.



