Nel dubbio spacca tutto. O meglio, ama tutto, di Giuseppe Cicogna
Dalle guerre internazionali alle guerriglie urbane, dai dibattiti politici alle sassaiole mediatiche, il tema sempre più attuale è il conflitto. Scrivendo, qualsiasi parola potrebbe attivarne uno, come accade anche sui social. E’ questo il materialismo dialettico, da cui nasce l’essere umano, la vita, la natura, la morte, ma anche l’arte, la bellezza, forse persino l’idea matematica di trascendenza? Se è questo, allora hanno senso la battaglia, la guerra, la lotta. Senza queste cose non ci sarebbe nulla. Come può quindi considerarsi pacifica una manifestazione che nasce, credo, con simili presupposti? Si tratta solo di lottare, combattere, distruggere se necessario, ma dalla parte giusta e non avere dubbio sulla parte. Se non nei fatti, nelle idee, intellettualmente. Manifestare il dissenso, l’antagonismo manifestare contro. Ad esempio contro le armi e le guerre e se qualcuno mette a ferro e fuoco una città contro queste cose deprecabili, è per una giusta causa; sventolando la bandiera della pace e fumando uno spinello, ben sapendo che il mercato della droga, con quello delle armi, della prostituzione, dello sfruttamento vanno di pari passo. Ma va bene, perché da questa contraddizione interiore, da questi intimi conflitti nascerà qualcosa di buono e di bello, prima o poi. Come sono nate le costellazioni, l’universo da un enorme botto, la vita stessa da una reazione chimica fortuita, le più belle opere artistiche da profonde delusioni, i meravigliosi castelli, imponenti opere ingegneristiche, dalla necessità di difesa. Allora è proprio tutto qui. Tutto nella materia. A cosa servono le religioni? Oppio dei popoli. Roba per stolti. Vanno combattute anche quelle, causano falsi pensieri e aspettative, accentrano potere e denaro, ma l’oppio no, quello vero è buono, ti dà forza, sollievo e comunque alimenta la contraddizione: infatti, come può una sostanza, materia che giustamente ha un costo e alimenta imperi economici, farti sentire libero, aumentare le tue capacità, farti sentire forte, invincibile come un eroe (eroina), farti superare i confini della realtà? Al tempo stesso, perché tentare di uscire dalla realtà, se dalla realtà così concreta e materiale, così vera e tangibile, riscontrabile e indiscutibile, sorge tutto lo scibile, tutto ciò di cui è fatta la vita, senza dover cercare altrove? Anche questo è contraddizione e val bene che ci sia. Dopotutto si vive una volta sola e, lunga o breve, vale la pena di essere vissuta, senza compromessi, senza dubbi; anzi, nel dubbio, spacca tutto. “Nel dubbio spacca tutto” infatti è il motto che ho trovato, anni fa, in bella vista all’ingresso di una stanza di una scuola okkupata dove mi recai per incontrare alcune ragazze e ragazzi. Il dialogo non è impossibile. E’ difficile. L’uso della forza, anche della forza delle idee è del tutto inutile, controproducente. Fornisce energia alla contrapposizione e la contrapposizione è vitamina, ragione d’essere. Resi folli da troppe insensate situazioni facciamo a randellate tra di noi cercando di spiegarci il perché ce le stiamo suonando di santa ragione, ma un motivo vero non c’è. Cerchiamo di avere ragione noi stessi e dare torto agli altri perché se ci riconoscessimo nel torto, l’unica via di uscita, persino effimera, sarebbe forse il suicidio o l’auto annullamento. Siamo bendati dalla follia nella quale siamo immersi e facciamo una grandissima fatica a tirare fuori un briciolo di sana consapevolezza da questa melma. Come se ne esce? Con due cose che sono per nulla materiali, ben poco dialettiche. Preziosissime e gratuite, tanto che i maestri relgiosi che hanno provato a diffonderle lo hanno fatto a costo della loro vita terrena. Derise vituperate, scambiate per “buonismo”, equivocate, banalizzate, proprio perché potentissime, richiedono una enorme quantità di energia pulita interiore, che abbiamo e possiamo trovare. Nonostante tutto potremmo essere e siamo fratelli e sorelle, dispersi nell’infinità dell’universo su una piccola insignificante navicella sferica che si chiama Terra. La cosa da combattere non sono le sorelle e i fratelli, ma la follia dell’odio. Le due cose preziose sono la grandezza dell’amore e l’ammirazione, incondizionati.
Anche per il solo fatto di essere vicini, compagni involontari di viaggio, abitanti irrequieti della stessa casa, sforziamoci di amarci. La vita di ogni singola persona è meravigliosa.
Giuseppe Cicogna
Chiesa di Scientology di Torino



